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immagine Gli occhi non sono lo specchio dell'anima

Gli occhi non sono lo specchio dell'anima

Se pensavate che per capire una persona basta guardarla negli occhi, a quanto pare, vi sbagliavate. Secondo una ricerca dell'Ohio State University, infatti, le espressioni facciali non racconterebbero interamente ciò che stiamo provando, non sono esattamente lo specchio dell'anima. "Ognuno assume diverse espressioni in base al contesto e al background culturale - evidenzia Aleix Martinez, uno degli autori della ricerca - è importante rendersi conto che non tutti quelli che sorridono sono felici. Non tutti quelli che sono felici sorridono". Questo fa vacillare anche le certezze su cui, ad esempio, si basavano anche alcuni sistemi di intelligenza artificiale in grado di "leggere" i volti. Per i ricercatori sarebbe meglio affidarsi anche ad altri fattori, come ad esempio il colore del viso, la postura e il contesto culturale.

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Vademecum AIFA per dire no alle ''cure miracolose''

''Non ho nulla da perdere a provarlo'' e' l'emblematico titolo del vademecum che l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha realizzato per affrontare il tema, molto complesso, delle cosiddette ''cure miracolose'', ovvero di quei rimedi, al di fuori dei canali della scienza medica, a cui vengono attribuite virtu' eccezionali senza che vi sia alcuna evidenza scientifica a supporto.
''Il ricorso a terapie non sperimentate - spiega Luca Pani, Direttore Generale dell'AIFA - conta numerosi precedenti nella storia, basti pensare al siero di Bonifacio, all'olio di serpente, o simili, anche molto attuali''. ''La naturale propensione dell'uomo a voler credere che esista sempre una panacea per qualsiasi tipo di patologia- sottolinea Pani - e' stata ulteriormente amplificata da quella straordinaria cassa di risonanza che e' Internet''.
Per questo per AIFA ''e' importante far capire ai cittadini la differenza tra il mondo della ricerca, che lavora, seriamente e con passione, per offrire trattamenti realmente efficaci e sicuri, e i venditori di speranze, i 'pifferai magici', che speculano sulla sofferenza della gente''. ''Non ho nulla da perdere a provarlo'', la versione italiana ufficiale della guida per i pazienti realizzata dalla non-profit inglese Sense About Science, e' stata tradotta e adattata dall'AIFA, che ritiene fondamentale mettere a disposizione dei pazienti, in particolare quelli affetti da gravi patologie, degli strumenti che permettano loro di riconoscere i trattamenti basati sulle prove scientifiche da quelli privi di presupposti rigorosi.
La guida fornisce indicazioni concrete su come accostarsi alla enorme mole di notizie di medicina che circolano quotidianamente sui media, per permettere ai lettori di dare il giusto peso alle affermazioni riportate dagli organi di informazione in merito a terapie, nuove scoperte, ecc. Inoltre offre consigli su come valutare i costi finanziari e soprattutto emotivi che molte di queste terapie ''alternative'' spesso comportano e su come prendere una decisione in merito, mantenendo spirito critico ed equilibrio e resistendo alle pressioni che arrivano anche dal proprio nucleo familiare e dagli amici.
Il vademecum illustra nel dettaglio e in modo semplificato il funzionamento delle sperimentazioni cliniche, del processo di sviluppo dei farmaci e del monitoraggio dei medicinali che segue la loro immissione in commercio. Parallelamente viene offerto al paziente un ampio ventaglio di fonti autorevoli e testi divulgativi, per avvicinarlo ai temi medico-scientifici fornendogli la possibilita' di conoscere le esperienze analoghe maturate da altre persone che si sono trovate nella stessa situazione. La pubblicazione e' disponibile online sul sito dell'Agenzia Italiana del Farmaco, dove e puo' essere consultata e scaricata.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)